PERSONAGGI E SCENE DEL '700
NativitÓ


Sk_43: NativitÓ, Napoli, collezione privata.
Foto di Ugo Pons Salabelle
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"Spesso alla rozza grotta era innestato... un antico tempio semidiruto, anzi talvolta la grotta si eliminava: si faceva avvenire la nascita del redentore addirittura nelle rovine di un Tempio greco-romano... A Napoli poi le scoperte di Ercolano e Pompei avevano entusiasmato artisti e letterari: anche il presepe, dunque, voleva risentire dei gusti del tempo, ed ecco que' tanti ruderi e frammenti di fabbriche romane che ne ornavano il paesaggio ..." (L. Correra, Il Presepe a Napoli, in Arte, II, 1899).

Questo, dunque, in sintesi il cambiamento dell'iconografia presepiale della Nascita come venne conconfigurandosi nel secondo Settecento, anche se Ŕ importante ricordare che negli allestimenti dell'epoca gli elementi architettonici di gusto archeologico avevano anche la funzione di riferimento visivo per connotare la NativitÓ, ormai non pi¨ il culmine della raffigurazione plastica, ma una delle tante scene appartate, in quell'immenso palcoscenico tra realtÓ e sogno in cui si metteva in scena ogni anno la vita popolare partenopea e del contado, vista con gli occhi dei raffinati committenti e dei registi di queste composizioni.
Allo stesso modo per˛ convivevano, nella lunga stagione in cui il presepe trov˛ un largo consenso di gusto, i gruppi di formato pi¨ contenuto, dove ci si limitava ad allestire il Mistero su rocce di sughero e carta pressata, contro un fondale dipinto a tempera.
Spesso in questi piccoli insiemi spiccava il livello qualitativo dei pastori, meglio valorizzati, e tante volte si ritorn˛ ad una ambientazione scenografica pi¨ rustica, priva di richiami all'antico che, come nel caso della NativitÓ qui presentata, conferivano all'insieme un'intonazione di tenero raccogliemento.

Specialisti di queste figurazioni furono gli scultori sanmartiniani ed i loro seguaci, come Nicola Ingaldi al quale sono attribuiti i protagonisti della scena tutta modellata in terracotta (escluso il piccolo cane di legno) in cui lo scultore recupera accenti di vivacitÓ narrativa di grande freschezza.


Questa scheda, come le altre qui pubblicate, costituirono un supplemento de "IL MATTINO" da ottobre a dicembre 1994.
In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli.
A cura di Angela Catello.
Foto: l'autore Ŕ indicato nella didascalia