Il Presepe Antico  ( III parte )

Se i personaggi del presepe del Viceré sono "d'escultura, di ridotte dimensioni" dunque ancora in legno, nella seconda parte del secolo si faranno strada altre innovazioni: pastori in cartapesta, di misura terzina, rivestiti, ma soprattutto manichini lignei con arti snodabili e vestiti di stoffa (e tale sarà la tendenza seguita dagli scultori in legno come i Perrone, autori di un presepe a S. Brigida di cui resta qualche esemplare, il Patalano, i Di Nardo), che costituiscono il vero punto di congiunzione con la figurina settecentesca.


15) Antonio Rossellino (1475 ca.), Presepe - Napoli, Chiesa di Monteoliveto

Le teste sono ancora in legno, dunque, ma appaiono articolabili in base al tipo di innesto sul manichino e le figure femminili sono calve per poter indossare parrucche differenti secondo il ruolo recitato. Si va incontro all'impostazione teatrale tipica del barocco, che esploderà come caratteristica preminente nel Settecento, anche se tutte queste tendenze convivranno le une accanto alle altre, o il secolo.

Un importante presepe con per tutti i manichini in legno rivestiti e teste in tela plastica è quello di S. Maria in Portico, del quale sono superstiti alcune figure, poi rinnovate secondo criteri settecenteschi dallo scultore Giacomo Colombo.

16) Giacomo Colombo, Foritanella e Giovin Signore, fine sec. XVII,
Napoli, Chiesa di Santa Maria in Portico

Specialista in questo genere di lavori fu lo scultore Pietro Ceraso a cui fu affidato l'unico presepe tardo seicentesco documentato: quello delle monache di S. Chiara, del 1684, con figure di diversa grandezza, in modo da essere collocate su piani sfalsati e dare così il senso della profondità spaziale, specialmente nel cammino dei pastori verso la grotta. E' un tentativo di illusionismo prospettico, perfezionatosi poi in seguito con la creazione di appositi pastori "per lontano". Tale presepe, del quale abbiamo una foritana superstite, venne rimodernato alcuni decenni più tardi, quando già le figure di primo piano alte poco più di 90 cm. (due palmi e mezzo) dovevano apparire troppo statiche e antiquate. Vennero così realizzate in un ampio fondale scenico più di cento figure, di dimensioni decisamente ridotte, ad animare un affresco sui mestieri e gli svaghi del popolo partenopeo. I presepi di chiesa erano generalmente disposti in tre sequenze corrispondenti ad altrettante cappelle:
nell'anfratto roccioso il Mistero della Natività;
sulla destra i pastori che hanno ricevuto l'Annuncio dall'angelo e si incamminano verso la grotta,
e a sinistra il Diversorium di memoria evangelica: la taverna.



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