|
Il Secolo d'Oro ( III parte )
Alla sua morte, dagli eredi furono venduti ad un antiquario, da cui il banchiere di Monaco di Baviera Max Schmederer li acquistò nel 1895, per quindicimila lire. Fu così che attraverso una donazione successiva si formò il fondo presepiale napoletano del Bayerisches Nationalmuseum. Questa dovette essere anche la sorte di almeno una parte del presepe di Ferdinando IV, dato che molto della raccolta andò disperso durante la rivoluzione del '99 e la fuga della famiglia reale a Palermo, e ben poco poté ritornare nella Reggia di Caserta nel 1814, col reinsediamento del sovrano sul trono delle Due Sicilie.
 48) Micheele Tilloco (attr.), Angelo |
Anche se finalizzato ad un censimento sulle vestiture del Regno, in risposta a quelle esigenze illuministe di conoscenza sistematica di alcuni aspetti delle condizioni di vita dei ceti popolari, ben più diretto, in confronto a quello del padre, si mostrò l'interessamento di Ferdinando verso il presepe, ispirato a quella stessa atmosfera di serenità arcadica e di svago campestre in cui il sovrano amava farsi ritrarre. Durante il decennio francese restò immutata la tradizione di visitar presepi.
 49) Genzano, Angelo |
I successori di Ferdinando, poi, continuarono a fare ordinativi di pastori. Francesco I nel suo appartamento della Reggia di Portici aveva un suo presepe personale indipendente da quello "ufficiale" e continuò ad allestire gruppi durante il suo soggiorno a Palermo.
Sua figlia acquistò il celebre Corteo dei Magi del presepe Cinque, che si diceva opera del Sanmartino, per portarlo in Spagna quando andò in sposa a Ferdinando VII. Ferdinando II, infine, fu colui che inaugurò l'usanza di un presepe stabile a Caserta.
 50) Giovanbattista Polidoro (attr.), Dormiente |
Le immagini che illustrano questa pagina si riferiscono all'importante complesso presepiale di proprietà del Banco di Napoli, l'Istituto che ha accresciuto negli ultimi anni la sua raccolta d'arte napoletana con un nucleo di pregevoli pastori, sette e primo ottocenteschi, contribuendo in tal modo alla conservazione e alla valorizzazione di una parte non secondaria del nostro patrimonio artistico.
L'allestimento dei gruppi, così come le scenografie, sono stati realizzati dalla Sig.ra Marisa Piccoli Catello che ha curato anche la redazione del catalogo "Il Presepe Napoletano - La collezione del Banco di Napoli", per i tipi della Guida Editori, nel 1987, da cui sono state tratte queste fotografie.
|